CERVINO ANDATA E RITORNO IN MENO DI 3 ORE. E’ RECORD

Kilian Jornet ha impiegato un’ora e 56 minuti per raggiungere la vetta e 55 minuti per scendere. Battuto il record di Brunod del 1995.

La Repubblica ci racconta dell’incredibile impresa dell’atleta catalano Kilian Jornet che, in meno di 3 ore è riuscito a salire di corsa il monte cervino ed a riscendere fino alla piazza di Cervina. Con tutte le difficoltà tecniche che comporta questo tipo di ascesa si tratta di un’impresa veramente eccezionale.

Su e giù dal Cervino in meno di 3 ore: l'impresa di Burgada, superman catalano
Vediamo i dettagli che riporta il quotidiano:
Il giovane spagnolo ha compiuto un’impresa eccezionale, superando 2.400 metri di dislivello prima di corsa in mezzo ai prati e poi inerpicandosi sui pendii rocciosi. Scattato dalla piazza di Cervinia alle 15, dopo un’ora e 56 minuti era sulla vetta del Cervino, a 4.478 metri di quota. La discesa – senza dubbio la parte più delicata – è stata ‘bruciata’ in 55 minuti, saltando letteralmente da uno sperone di roccia all’altro, in mezzo a pareti strapiombanti dalle quali una caduta sarebbe risultata fatale. Poi le lunghe scivolate sui nevai, la corsa nei prati con il cuore a mille.

Gli ultimi metri sono stati una cavalcata trionfale – in mezzo ad una folla di turisti e appassionati in festa – accompagnato da Brunod per un simbolico “passaggio di testimone”.

Kilian Jornet Burgada è un campione a 360 gradi: a piedi e con gli sci, d’estate e d’inverno, sulle montagne di casa o su quelle del resto del mondo, non c’è differenza, lui vince. In carriera ha collezionato un successo dietro l’altro, un primato dietro l’altro, senza lasciare spazio agli avversari. L’11 luglio scorso ha frantumato un altro

L’obiettivo – inserito nel progetto ‘Summit of my life’ – è di scalare nel minor tempo possibile le più belle montagne del mondo. Ora nel mirino ha l’Aconcagua (Argentina), il Monte McKinley (Stati Uniti) e l’Everest.

Ma il giovane catalano temeva in particolar modo le aspre pareti del Cervino, dove ogni errore può essere fatale, e dal primo agosto ha passato le giornate a studiare ogni passaggio. “All’inizio ho preso un buon ritmo – ha detto all’arrivo – e poi ho visto che avevo un po’ di vantaggio sulle previsioni. La prima parte della discesa non ho voluto rischiare, volevo gestire il vantaggio, poi sono andato veloce fino alla fine”. E ora? “Solo un po’ di riposo. A me comunque piace la vita dello skyrunner, non tanto allenarmi quanto stare in montagna”.

Ad attenderlo a Cervinia c’erano la mamma e il nonno Frances, di 82 anni: “Per Kilian la montagna è un’ossessione, non vede altro. La forza ce l’ha dentro, da quando aveva dieci anni e non si fermò neppure quando si ruppe il ginocchio”.

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