I CANTANTI ITALIANI PIU’ STONATI E CALANTI IN ASSOLUTO

Steccano, sono calanti, vanno fuori tempo e, alcuni, sono tra i più famosi in Italia. Ecco i cantanti senza tecnica ma con altre qualità. Quando va bene.

Partiamo da un concetto: possono piacere i cantanti vocalmente perfetti come Renga e Giorgia o si possono preferire gli artisti che vedremo. Anche perchè le voci sgrammaticate spesso sono intense ed espressive, basti pensare a Tom Waits, Leonard Cohen e Shane MacGowan. Qui però si tratta di mettere le carte in tavola e dichiarare apertamente quali artisti italiani hanno delle grandi difficoltà nel canto, sia dal vivo sia (sembra assurdo con l’auto-tune) in studio.

Jovanotti

Dai non scherziamo. Lorenzo Cherubini è una cosa incredibile, stonatissimo a livelli disarmanti anche dopo 20 anni di carriera. Ed ha fatto della sua zeppola, del suo cantare rappato calante un marchio di fabbrica. La sua fortuna, ma oggettivamente ha davvero una capacità vocale limitatissima.

Non cercate di difenderlo ad oltranza. Ascoltatevi DAL MIN 8.18 la versione live acustica di “tutto l’amore che ho” per una radio di Seattle, poi ne riparliamo….

Max Pezzali

Indiscutibile, forse, da un punto di vista autoriale, indifendibile da quello vocale. Max negli anni 90 ha cambiato senza dubbio la musica italiana (ha da poco scritto 2 pezzi col vecchio Repetto) rendendola meno ingessata, ma non ha risolto le sue pecche di intonazione. Dotato di un bel timbro è però quasi sempre calante. Qui in una versione bella ma stonata di “Il Comportamento”, live per la Fondazione Gaber.

Alex Britti

Un po’ meno stonato di Jovanotti e Pezzali ma sempre un po’ afono. Compensa col tocco di chitarra magistrale, ma la voce quella è. A Sanremo, con il brano “Sono Contento”, peraltro un bel pezzo, fece davvero una figura terribile. Vedere dal MIN 2.33…

Tricarico

Cantautore con lo sguardo sul mondo ingenuo e disarmante. Grandi testi, belle musiche ma le stecche si sprecano. Storica, indimenticabile e struggente a Sanremo la sua “Vita Tranquilla”….e Stonata.

Baustelle (Francesco Bianconi)

Classe allo stato puro. Il timbro è inconfondibile e già questo è un gran pregio; l’intonazione e la precisione vocale però è altrove.

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