I 30 ANNI PIÙ CALDI DEL MILLENNIO

Tra il 1971 e il 2000 si sono registrate le temperature medie globali più calde degli ultimi 30 anni

scioglimento dei ghiacci

Tutti abbiamo sempre sentito parlare di caldo anomalo, effetto serra, scioglimento dei ghiacciai, ma quanto tutto questo sia correlato con i cambiamenti nello stile di vita e quanto sia poi una condizione così oggettiva dei nostri tempi non tutti lo sanno.

Qualche cosa in più a tal proposito ce la racconta  Ansa.it  riportandoci i risultati di uno studio pubblicato su Nature Geoscience, in cui leggiamo che  ”i 30 anni compresi fra il 1971 e il 2000 sono stati probabilmente i più caldi degli ultimi 1.400 anni.” In tutto hanno preso parte   a questo lavoro 70 autori, che hanno analizzato circa 500 dati relativi alle variazioni della temperatura sul pianeta negli ultimi due millenni.

Questo è il primo lavoro così ampio condotto a livello globale e considerando un periodo di tempo così lungo. La ricerca non chiarisce le cause del perché i 30 anni fra il ’71 e il 2000 siano stati cosi’ caldi: “non possiamo dire né che la causa sia legata alle attività dell’uomo, né che non lo sia”, scrivono i ricercatori.

Se i 30 anni compresi fra il 1971 e il 2000 sono stati i più caldi degli ultimi 1.400 anni, nell’arco degli ultimi due millenni ci sono stati periodi più caldi, come quello che si è verificato in Europa fra il 21 e l’80 dopo Cristo.
Dalla stessa ricerca emerge, a sorpresa, che periodi come il ‘Grande caldo’ del Medio Evo e la ‘Piccola Era glaciale’ fra ’600 e ’700 sono stati fenomeni regionali e non globali, come si riteneva finora. Le temperature, infatti, non variano in modo uniforme in tutte le regioni e sulla stessa scala temporale. Per esempio, il grande caldo del Medio Evo ha riguardato l’emisfero Nord dall’830 al 1100 e solo più tardi (dal 1160 al 1370) Sud America, Asia e Australia. La transizione ad un periodo più freddo, poi, è iniziata nell’Artico,in Europa e in Asia per estendersi in seguito al Nord America e all’emisfero Sud.
Dopo questi picchi “vi è stato un generale trend di raffreddamento, durato fino alla fine del 19/mo secolo. Ha fatto eccezione il continente antartico, dove il fenomeno è stato più attenuato.

In seguito ”il riscaldamento ha toccato tutto il pianeta” ha spiegato all’ANSA Severi. “Abbiamo scoperto – ha proseguito – che i periodi più freddi corrispondo ad una diminuzione dell’attività solare e ad un aumento dell’attività vulcanica, che con l’emissione di aerosol nell’atmosfera blocca la radiazione solare”. Entrambi questi fattori, secondo il ricercatore, hanno un ruolo più importante di quanto si ritenesse.

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