SPARATORIA DAVANTI A PALAZZO CHIGI – FOTO

Due militari colpiti, uno al collo, è grave. Avrebbero risposto al fuoco. Panico davanti al Quirinale

ATTENTATO A PALAZZO CHIGI LE FOTOSpari davanti a palazzo Chigi mentre è in corso la cerimonia di giuramento. Due i feriti a terra, sembra due carabinieri che avrebbero risposto al fuoco. Uno sembra grave e sarebbe riuscito a rispondere al fuoco. L’uomo che ha esploso i colpi di pistola (che indossava giacca e cravatta) sembra sette od otto, sarebbe già stato fermato. L’allarme è generale, la folla viene fatta defluire.

IL FERMATO - L’uomo che ha sparato è stato fermato dalle forze dell’ordine. Si tratta di Luigi Preiti, 49 anni, un calabrese di Rosarno residente in Piemonte. L’uomo non avrebbe precedenti penali, ma in passato avrebbe avuto problemi con la legge. Secondo le prime informazioni, sarebbe stato in cura per problemi psichici. Preiti è arrivato nella piazza in giacca e cravatta e ha cominciato a sparare. L’uomo quindi è stato immobilizzato da altri carabinieri e portato al San Giovanni per una contusione alla testa, dove si trova in stato di fermo. L’uomo, separato dalla moglie, di professione fa il manovale e da poco tempo aveva perso il lavoro. Non aveva il porto d’armi. La pistola usata è un calibro 7,65 e ha la matricola abrasa.

TRA CALABRIA E PIEMONTE - Preiti è arrivato a Roma domenica mattina in treno da Rosarno. I parenti non ne sapevano nulla. Luigi Preiti è tornato a vivere a Rosarno, in Calabria, con i genitori circa due anni fa. Lo ha riferito il fratello Arcangelo che vive ad Alessandria. Dopo essersi trasferito in Piemonte negli anni Novanta, Preiti si è sposato e la coppia ha avuto un figlio, che ora ha dieci anni. Poi due anni e mezzo fa si è separato dalla moglie ed ha scelto di tornare a vivere a Rosarno, con i genitori. La moglie ed il figlio sono rimasti in Piemonte e vivono a Predosa (Alessandria).

LE INDAGINI - «È apparso freddo e lucido», riferisce un addetto alla sicurezza che ha partecipato all’arresto di Prieti, e appena bloccato ai militari ha detto: «Per favore, allentatemi le manette, non sento il braccio».Le indagini in corso stanno accertando come Preiti sia arrivato a Roma, quando e se possa aver goduto di complicità durante la sua permanenza nella Capitale. I carabinieri del reparto investigazioni scientifiche stanno eseguendo i rilievi davanti a Palazzo Chigi. In terra ci sono ancora sei cerchi bianchi tracciati con il gesso, attorno ad altrettanti bossoli. Nei pressi della camionetta dei carabinieri, nel punto dove uno dei due carabinieri è stato colpito, c’è invece una macchia di sangue. Tutti gli accessi a Piazza Colonna sono bloccati dalle forze dell’ordine.

 

Il carabiniere ferito (Ansa)Il carabiniere ferito (Ansa)

LA RICOSTRUZIONE: «COME FOSSERO BIRILLI» - Intorno alle 11.30, Prete è arrivato in piazza Colonna all’angolo tra Palazzo Chigi e il palazzo sede del quotidiano Il Tempo. L’uomo ha cominciato ad urlare: «Sparatemi sparatemi», ma poi ha tirato fuori la pistola e ha cominciato a sparare contro il cordone di sicurezza nella piazza formato dai carabinieri. «Sparava come se fossero birilli», racconta un testimone oculare. Il primo carabiniere è stato colpito a distanza ravvicinata alla gola. Poi l’attentatore ha continuato a sparare contro gli altri militari ferendone almeno altri due. A quel punto «gli altri carabinieri si sono buttati tutti a terra – continua ancora il testimone -, mentre altri ancora lo hanno inseguito saltandogli addosso fermandolo e disarmandolo. All’inizio non ci siamo resi conto di niente, pensavamo fossero petardi». Nella zona sono arrivate diverse ambulanze per soccorrere feriti e altre persone che per la paura si sono sentite male e sono state portate nell’androne di Palazzo Chigi.

 

ALFANO IN OSPEDALE - Intanto, il neo ministro dell’Interno Angelino Alfano insieme con il ministro della Difesa Mario Mauro sono andati a Policlinico Umberto I dove si trova il brigadiere Giangrande. «È il gesto di un pazzo e di uno squilibrato», ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno appena arrivato in piazza Colonna. E ha aggiunto: «Ma non ci dobbiamo stupire quando si inveisce continuamente contro il “Palazzo”, come se fosse da abbattere».

TESTIMONI - Un padre e una figlia 11enne erano in piazza e hanno visto tutto: «La gente urlava e piangeva, – racconta il papà – guardavano il carabiniere a terra e urlavano “è morto”, noi ci siamo nascosti dietro la macchina. Avranno sparato una decina di colpi, ho coperto gli occhi di mia figlia». Lei dice: «Pensavo fossero petardi, ma non era così».

(Corriere.it)

 

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