POLIZIA POSTALE VS SITI STREAMING: CHI LA SPUNTERA’?

La Polizia Postale di Roma ha oscurato nei giorni scorsi ben 27 siti web che fornivano agli utenti film, documentari, musica e videogiochi in streaming e in downloading. L’operazione, denominata Crackdown, è scattata dopo la denuncia da parte di una casa di produzione cinematografica, la Sunshine Picture. I siti bloccati – tra cui cineblog, flashdrive, nowvideo, videopremium – offrivano un servizio di altissma qualità: film appena usciti nelle sale, i videogame più in voga e tantissimi album e file musicali. Il tutto in un’ottima qualità audio/video. Gli introiti – fino a 100mila euro all’anno – erano assicurati dalle pubblicità presenti sui banner dei siti.

operazione della Polizia Postale

operazione della Polizia Postale

La maggior parte dei siti oscurati dalla PP sono però già tornati visibili agli utenti nei giorni immediatamente successivi all’operazione, come spesso accade in questi casi. I gestori infatti attuano l’escamotage di ubicarsi in paradisi web, dove la normativa è meno severa. Attuando un blocco dei DNS, ovvero realizzando un “muro invisibile” le autorità erano riuscite a impedire il raggiungimento dei siti dall’Italia, però basta reindirizzare il tutto, magari cambiando anche la destinazione finale dell’url che l’oscuramento dura ben poco.

Per rintracciare gli autori informatici del furto d’autore la Polizia Postale è coadiuvata dall’Ufficio multimedialità della SIAE. Le difficoltà dell’indagine sono acuite dal fatto che spesso i domini dei siti sono ospitati da paesi diversi da quelli dell’ubicazione del server e quindi spesso le autorità si ritrovano a dover seguire una doppia pista.

 

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