E’ MORTO GIULIO ANDREOTTI

Giulio_Andreotti_MortoSi è spento alle 12.25 di questa mattina, 6 maggio 2013, il senatore della Repubblica Giulio Andreotti, padre costituente e figura centrale della repubblicana italiana.

Aveva 94 anni. Sette volte Presidente del consiglio, ventidue volte ministro della Repubblica, è stato uno dei principali e più controve esponenti della Democrazia Cristiana, protagonista della vita politica italiana per tutta la seconda metà del XX secolo.Da tempo malato, è morto nella sua abitazione al centro di Roma. A dare il triste annuncio i suoi familiari.

Andreotti è sempre stato presente nelle assemblee legislative della Repubblica italiana, dalla Consulta Nazionale all’Assemblea costituente, e poi nel Parlamento italiano dal 1948, come deputato fino al 1991 e successivamente come senatore a vita.

La sua figura controversa e la lunghissima carriera nei palazzi del potere lo hanno reso con il passare dei lustri un simbolo dei segreti più inconfessabili della storia del nostro paese. Andreotti ha svolto, sin dal periodo precedente al boom economico, un ruolo di primissimo piano nell’affermarsi del potere democristiano, in ambito interno e nei rapporti con l’alleato americano. Strenuo propugnatore dell’ineluttabilità dell’adesione italiana al Patto Atlantico, è stato storicamente protagonista delle azioni – anche segrete – volte ad evitare la presa del potere da parte dei comuisti.

Il 2 maggio 2003  è stato giudicato per concorso esterno in associazione mafiosa dalla Corte d’Appello di Palermo, la quale lo ha assolto per i fatti successivi al 1980 e ha dichiarato il non luogo a procedere per i fatti anteriori. Era stato assolto in primo grado, il 23 ottobre 1999. Nell’ultimo grado di giudizio, la II sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di appello, richiamando il concetto di “concreta collaborazione” con esponenti di spicco di Cosa Nostre fino alla primavera del 1980, presente nel dispositivo di appello. Il reato “ravvisabile” non era però più perseguibile per sopravvenuta prescrizione e quindi si è dichiarato il “non luogo a procedere” nei confronti di Andreotti.

 

 

 

 

 

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