FRANCESCO TOTTI: A 12 ANNI HO FATTO SESSO

Sono passati vent’anni da quando il mister giallorosso Vujadin Boskov, durante una trasferta a Brescia, regalò a un allora sedicenne Francesco Totti l’emozione di una partita in serie A. Quella maglia il capitano non se l’è mai tolta, e da allora tifosi che lo adorano, la nazionale, una famiglia e un numero di reti che lo rende il secondo goleador di sempre dopo Piola (ad oggi 226).

“Ora sono tutti bravi a parlare”, ha detto, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, a chi lo voleva finito da tempo, lui che, a quasi trentasette anni, vuole giocare fino a quaranta ma spera in un figlio tennista. “Quando smetterò di giocare userò il tempo facendogli da manager”, scherza, sempre capitano, sempre a Roma, sempre ai livelli del pupone.

Parla degli avversari, quelli che ieri ha ammirato (Ronaldo), e gli arcinemici, primo fra tutti Super Mario Balotelli, su cui ha ancora dei dubbi. Può diventare un fenomeno, ma dipende dalla testa che avrà, dai comportamenti. Ciò che fai esternamente lo trasmetti in campo. A me dicevano che ero romano, coatto, che non volevo allenarmi, ma lui se le cerca, io no. Sono stato sempre un tipo tranquillo.

Come il collega ed ex-compagno Cassano, solo di uno ha pensato e pensa sia inarrivabile: Messi.

Tra il primo bacio e il primo gol in serie A, nessuna esitazione: “Al primo bacio sei giovane. Lo dai perché vedi gli altri che baciano, non è che trasmetti passione o amore. Non sei manco capace a darlo. Il gol, invece, lo ha sempre sognato, io preferisco il gol. E poi il bacio, avevo 12, no, 10 anni. A quell’età non capisci niente. A 12 ho fatto l’amore per la prima volta. A Tropea, con una ragazza romana che aveva 17 anni.

francesco-totti

In passato, furbo, ingenuo o nel bene e nel male semplicemente spontaneo come ci ha abituati, ammise di aver pagato per fare sesso. “Rischi se ne corrono sempre - ha precisato - Fosse per me riaprirei le case chiuse, almeno ci sarebbe la certezza dell’igiene“; e alla domanda se sarebbe d’accordo se sua figlia Chanel sposasse un calciatore, ha risposto: “Perchè no? L’importante è che nessuno le manchi mai di rispetto”.

“Di gay non ne ho mai conosciuti - dice parlando di quell’omosessualità nel calcio mai rivelata e sempre smentita-. Credo che non sia pronto nè il calcio e neppure l’Italia in generale. E’ triste forse, ma è così”.

Sulla politica (chissà se per paura di una nuova gaffe da barzelletta), no comment: “Di queste cose non mi interesso. Non sono neppure andato a votare.

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